New Adventures In Lo-Fi – Godspeed

New Adventures In Lo-Fi – Godspeed
Il dispiacere che mi stanno dando i New Adventures In Lo-Fi è davvero enorme. La colpa non è loro, sia chiaro, ma del fatto che “Godspeed”, il nuovo ep che hanno pubblicato, sta rischiando di passare inosservato, non ricevendo l’attenzione e l’interesse che invece si meriterebbe. Il disco, uscito a distanza di quasi tre anni dall’interessante “Indigo”, segna un notevole passo in avanti, mettendo sul tavolo cinque canzoni in cui ogni aspetto è curato e realizzato nel migliore dei modi.
L’iniziale Double Negative è un loop sonoro in cui vorrei perdermi infinite volte. La parte ritmica tiene imbambolati con la sua sobria regolarità, raffinata e mai fuori luogo, mentre il basso, appoggiato in maniera perfetta su di essa, dà corpo all’intera struttura, ricamando melodie, emergendo nei momenti opportuni e rituffandosi sottotraccia quando necessario. La chitarra, invece, intreccia costantemente stati d’animo, alternandosi con il cantato e completando l’insieme. Le parole, infine, in grado di evocare immagini più che vivide, reclamano costantemente il loro ruolo di protagoniste. La successiva Dark Knights, più luminosa e vivace, mette in dialogo fra loro i vari strumenti, costruendo una trama sonora che prende forma nel corso del tempo e che trova il suo apice nello svilupparsi dei ritornelli. L’andamento è lineare e disteso, mentre le liriche, raccontando dello spettro della morte e di come da essa possa nascere anche un amore, venano di malinconica dolcezza l’intero pezzo, donando allo stesso quel di più che la rende memorabile. In Between è un tuffo nell’oscurità a cui non si può rinunciare. Sul fondo, sempre riconoscibile e implacabile, il basso sforna note e paesaggi sonori dal chiaro gusto new wave, mentre in primo piano la chitarra, pur aggiungendo strati su strati, risulta sempre essenziale, precisa e pulita nei suoi intenti, costruendo una costellazione sonora fatta di mille differenti elementi, tutti importanti e dotati di un proprio preciso significato. In mezzo a tutto questo c’è sempre il cantato, elemento da non lasciare mai in secondo piano, il quale, in perfetta coordinazione con tutto l’impianto strumentale, gioca con le dinamiche, costruendo un finale entusiasmante dove tutto è votato alla pura emozione, anche la batteria, che qui pareva avere un ruolo marginale. Lovely Bones dissipa tutta la tensione accumulata in precedenza, mettendo insieme elementi shoegaze e alternative rock anni ’90 (a me vengono in mente gli Smashing Pumpkins di “Siamese Dream”). L’andamento è morbido e pacato, con la chitarra e il basso pronti a saturare lo spazio sonoro con composta dolcezza. Il tema affrontato è ancora una volta la morte, ma in relazione costante con la vita, con la nostra esperienza quotidiana. Quello che emerge è una sorta di consiglio, un monito: “tieniti strette solo le cose importanti, metti da parte tutto il rumore di fondo che la vita offre”. La conclusiva Mild, invece, canto liberatorio in cui avviene la presa d’atto definitiva, la consapevolezza che siamo esseri in continuo mutamento e mai bloccati in un’unica determinata posizione, costruisce dinamiche in costante espansione, dove leggerezza e solarità lentamente prendono il sopravvento. Protagonista è la chitarra, la quale, con il suo intreccio di voci, echi e richiami, rischiara sempre di più il tessuto sonoro dell’intero brano, costringendo basso e batteria a ritmiche e melodie ariose, delicate e, inaspettatamente, cariche di euforica felicità.
Il nuovo ep dei New Adventures In Lo-Fi è una piccola gemma che risplende in un mare di sassi. In questi cinque brani tutto è curato nel minimo dettaglio, mentre il gusto compositivo si fa raffinato e i contenuti appaiono sempre profondi e densi di significato. Rispetto ai loro lavori precedenti c’è un notevole passo in avanti (chiamiamola maturità), caratterizzata da una consapevolezza tecnica e compositiva che prima mai era apparsa così nettamente. Il suono prende le mosse, ancora una volta, dal meglio dell’indie rock anni ’90, ma la riattualizzazione è tale da rendere il tutto fresco, nuovo e al passo coi tempi. Nel corso del 2020, fra tutte le varie uscite indipendenti italiane, secondo me il disco che più meritava attenzione era “Vento Forte” di La Fortuna, per quanto riguarda il 2021, al momento, questo ep è quello che segna il passo.
(15/05/2021)

Voto: 8