Land Of Talk – Indistinct Conversations

Land Of Talk – Indistinct Conversations
I Land Of Talk sono sempre rimasti un po’ in disparte rispetto a quella che è la scena musicale indipendente canadese, infatti, nonostante due album e tre ep realizzati nel corso degli anni ’00 (di cui uno prodotto da Justin Vernon) e un ritorno, per me incredibile, datato 2017, non sono mai riusciti ad avere un grande pubblico. A relegarli in una posizione di secondo piano probabilmente hanno giocato i quasi sette anni di silenzio discografico intercorsi fra la realizzazione di “Cloak And Cipher” e di “Life After Youth”, ma, leggendo alcune ultime dichiarazioni rilasciate da Elizabeth Powell, leader del gruppo, la realtà è che, molto probabilmente, i tre musicisti abbiano sempre preferito far sì che la musica e il successo non interferissero troppo con le loro vite.
Al di là di quale possa essere il motivo per cui la loro carriera non sia mai davvero decollata o esplosa in modo clamoroso, comunque, ciò che realmente importa è che la loro musica, sin dai primi lavori, si è sempre rivelata interessante e di notevole qualità. Il loro ultimo disco, ad esempio, intitolato “Indistinct Conversations” e pubblicato poco meno di due mesi fa per l’americana Saddle Creek Records, ne è l’ennesima conferma.
L’apertura è affidata alla morbida dolcezza di Diaphanous e al suo impercettibile spirito in crescendo, guidato, come da un faro nella notte, dalla delicata voce di Elizabeth Powell. Il fascino pop di Weight Of That Weekend, invece, brano costruito su melodie tanto leggere, quanto cariche di passione e calore emotivo, si contrappone al piglio più deciso e ruvido di Look To You. Love In 2 Stages ci abbraccia con la sua intensa malinconia, mentre la successiva Compelled, ritornando su atmosfere più limpide e solari, lascia che a seguire sia l’animo determinato e romantico di Footnotes. Sulla stessa linea d’onda è A/B Futures ma basta poco tempo perché Festivals e Now You Want To Live In The Light, brani crepuscolari pieni di dolcezza e pensieri, ritornino a gonfie vele su atmosfere indie fok dense di emotività. Le conversazioni frammentarie della title track, infine, fanno da titoli di coda, dando l’idea che proprio da quelle parole abbia preso vita l’intero lavoro.
Come detto in precedenza “Indistinct Conversations” è l’ennesima prova che dimostra il grande valore dei Land Of Talk, una ottima band capace di non perdere smalto nemmeno dopo oltre quindici anni di attività. L’unica pecca di questo lavoro, infatti, è quella di essere stato pubblicato subito dopo “Life After Youth”, a mio parere il loro miglior disco di sempre. A causa di ciò, tutto appare leggermente sbiadito e meno ispirato rispetto a prima, ma non è altro che un’illusione percettiva. “Indistinct Conversations”, pur non raggiungendo le alte vette del precedente album, suona intenso ed emozionante, regalandoci una mezz’ora abbondante di gratificante indie rock/pop.
(15/09/2020)

Voto: 7