Bugo – Cristian Bugatti

Bugo – Cristian Bugatti
Per quanto riguarda il nuovo album di Bugo ci sono due verità che vanno dette: la prima è che senza la bufera scatenata da Morgan durante Sanremo, io non mi sarei mai accorto di questo disco; la seconda è che tutti i pezzi presentati sono di gran qualità.
Cristian Bugatti, ormai in circolazione da oltre vent’anni, è partito da lontanissimo. Ad inizio millennio esplodeva grazie ai dischi pubblicati per Bar La Muerte e Wallace Records (“La Prima Gratta”, “Sentimento Westernato”), poi passava alla Universal, alla Carosello e, infine, alla Mescal. Mai esploso completamente a livello nazionale, ha comunque raccolto, nel corso del tempo, ampi consensi da parte del pubblico più attento e della critica, tracciando un percorso musicale in cui dall’indie rock lo-fi (noto era il soprannome di “Beck italiano”) si è arrivati al pop più fresco e immediato.
Il disco convince fin dall’iniziale Quando Impazzirò, grazie ai suoi ritornelli energici, frizzanti e decisamente orecchiabili. Dentro poi ci sono l’ottima Sincero (amara quanto basta, soprattutto se collegata agli eventi di Sanremo 2020), il correre spensierato di Al Paese e l’arioso espandersi di Fuori Dal Mondo. L’altro duetto, quello con Ermal Meta in Mi Manca, colpisce al cuore con una dolcezza che non ci si sarebbe mai aspettati, mentre l’energica Un Alieno, tiene attenti fino alla fine, lasciando poi che a chiudere sia la lunga coda strumentale tropical-rock di Stupido Eh?.
Il segreto di questo disco è che, oltre ad appoggiarsi a testi schietti, sinceri, personali e diretti, trova fondamento in melodie, strutture sonore e arrangiamenti che fanno dell’essere intelligenti, furbetti e di qualità il loro principale punto di forza.
Con questo “Cristian Bugatti”, il nostro sceglie di descriversi per quello che è: una persona sincera e genuina, diretta e sensibile, decisa a fare pop senza perdere la propria identità. Un autoritratto riuscito, forse il suo miglior album di sempre.
(24/02/2020)

Voto: 7,5